Archivio per agosto 2009

31
Ago
09

Syriana

Molti hanno accolto questo film come l’ennesimo lungometraggio antibush. Moltissimi poi, come l’ennesimo lungometraggio antiamericano. Tutti infine, come l’ennesimo lungometraggio che critica l’operato della CIA.
Personalmente ritengo che nessuna di queste tre attribuzioni renda giustizia a Syriana.

Prima di addentrarmi nei contenuti, vorrei fare una menzione a mio parere doverosa sul lato tecnico. Un montaggio magistrale, che sfuma senza pietà le storie una dentro l’altra approfittando di una sceneggiatura eccezionale, in cui ogni dialogo avviene dopo o prima di un punto essenziale dell’intreccio che non viene però mostrato in modo esplicito, e lo spettatore resta a dover comprendere che cosa sia appena successo o che cosa stia per accadere senza che gli venga servito su un piatto d’argento ma soltanto suggerito, come nella realtà spesso avviene quando un sospetto diventa poi un pensiero e poi una preoccupazione e infine quasi una certezza tanto che al momento in cui cala la scure sai già, già sapevi.
E poi una musica che non concede sconti né requie e sottolinea ogni passaggio senza anticipare troppo, senza dimenticare nessuna sfumatura emotiva.
Un cast veramente d’eccezione, con l’abusato Matt Damon che però regge, regge alla perfezione, un occasionale William Hurt da brividi, l’inquietante anima nera del potere Christopher Plummer e poi una lunga, lunghissima galleria di personaggi intensi e centrati tra cui non posso non citare Alexander Siddig, perfetto nel suo ruolo di primogenito scomodo dell’Emiro. E ad ultimo il tormentato e scrupoloso agente della CIA che è valso un Oscar meritato a George Clooney.

E ora, finalmente, i contenuti.
Il film racconta le storie intrecciate ed intricate di quattro personaggi: un agente della CIA, un giovane avvocato di colore, un consulente finanziario d’alto livello e un giovane immigrato pakistano nel golfo persico. Le loro vite concorrono a tracciare un disegno, anche se nessuno tra essi ha mai occasione di conoscere gli altri. Ciascuno di loro ci porta a osservare un aspetto, un lato di una situazione complessa quale è oggi il mondo in cui viviamo, ovviamente da punti di vista profondamente diversi e distanti e parziali. Ma tutti questi sguardi lasciano allo spettatore un quadro coerente, connesso, globale – in cui nulla inizia e finisce in solo angolo del mondo. Tutto riguarda tutti e cercare di controllare la situazione è una follia, una illusione. Persino per chi sembra farlo, persino per chi sembra comandare tirando le leve del potere ogni esito è fortunoso, casuale, incidentale. E tutti sono colpevoli, nessuno è salvo. Non importa se si hanno tante o poche scelte, se si è ricchi o poveri, se le intenzioni erano nobili o spregevoli: il sistema ciecamente procede nella somma di ogni fattore, di ogni spinta e alla fine nulla è cambiato – e nulla è uguale a prima.

La CIA non è il grande cattivo. Al massimo è la stupidità, la banalità del potere esecutivo al servizio di chi paga. Ma neppure l’avvocato ombra dei petrolieri è veramente il grande cattivo: è soltanto un vecchio sopravvissuto, che si pasce dei cadaveri di ideali, che segue schemi rodati, e che si spaventa e fa marcia indietro quando bussano direttamente alle sue finestre. L’agente in rivolta non sceglie un’etica, ci viene forzato coltello alla gola. Ha ucciso e fatto uccidere senza domande fino a poco prima, professionista e letale nel suo ruolo, e cade ingenuo e imbranato nel cercar di disfare quel che ha fino ad allora compiuto, finendo solo con l’aiutare chi voleva ostacolare. L’avvocato che sembrava pecora timorata si rivela leone feroce, capace di sacrificare la vita degli altri senza scrupoli, e anche lui non ha mai scelta, solo quella di farsi tagliare la testa o di impugnare a sua volta la scure. Il giovane consulente poi vive il dramma più intenso e meno profondo: creare virtuosità dal marciume, arricchirsi consigliando ciò che è giusto fare, in posizione privilegiata. Ma dover ringraziare il lutto più grande per tutto questo. Doverci perdere il nido, inseguendo un sogno che non può e non deve diventare reale, perché prima che la corona sia data c’è il fuoco a bruciare ogni cosa e lasciarlo attonito e stordito a barcollare in cerca di ciò che resta del suo passato. E forse il peggiore dei drammi raccontati, quello di chi ha già perso tutto ciò che poteva perdere, cacciato sul fondo del pozzo della sua anima a calci e senza pietà, per poi esser curato con miele e odio e imboccato pian piano ad affetto e veleno finché non è pronto a sacrificare l’unica cosa che resta di lui: una immagine in tv, che spiega cosa desidera accada al suo funerale.

Non c’è un grande cattivo. Non c’è qualcun altro cui dare la colpa, anche se tutti ne vorrebbero uno.
Tutti, siamo cattivi.
Il mondo è ciò che siamo, tutti quanti.

SCHEDA
Syriana
regia di Stephen Gaghan, anno 2005.
Personaggi e interpreti:
George Clooney – Bob Barnes
Christopher Plummer – Dean Whiting
Jeffrey Wright – Bennett Holiday
Matt Damon – Bryan Woodman
Alexander Siddig – Nasir Al-Subaai
Kayvan Novak – Arash

Syriana su IMDB [ing]

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31
Ago
09

Le Vite Degli Altri

La trama, non ve la dico proprio. Voglio solo commentare, perché vederlo mi ha ricordato chi sono, cosa scrivo, cosa sento.

Il grigio cenere di divise senza speranza, in cui trasfigurare il senso dell’esistenza. Le pareti soffocanti delle stanze degli interrogatori in cui ciò che insegno viene applicato, le ore ad ascoltare la vita degli altri per farne parole che li inchioderanno, il suono – il suono dell’orchestra che non permette di restare cattivi.

Il segreto, di un nastro rosso di coraggio nascosto nel pavimento.
La fedeltà, di tradire senza tradire e amare senza parole: la verità nella bugia e la verità che diventa bugia, per salvare, per salvarsi.

Gli occhi vivi di chi ha scoperto di avere un’anima e la vuole salvare, pagandone il prezzo.

Voglio credere che sia avvenuto davvero.

SCHEDA
Le Vite degli Altri
regia di Florian Henckel von Donnersmarck, anno 2006.
Personaggi e interpreti:
Sebastian Koch – Georg Dreyman
Hans-Uwe Bauer – Paul Hauser
Martina Gedeck – Christa-Maria Sieland
Ulrich Tukur – Anton Grubitz
Thomas Thieme – Bruno Hempf

Le vite degli altri su IMDB [ing]

29
Ago
09

Erano aaanni! (Venerdì sera/notte Sabato mattina/pomeriggio)

Sentirsi soli e un po’ tristi con gli occhi di qualcun altro, consolarsi prendendo qualche zombie a fucilate e poi.. e poi semplicemente trovare la musica giusta che decide un ritmo diverso e parole sul monitor che diventano cosce calde e vive sul divano e Jack Daniels che scorre e le prime luci dell’alba che ti trovano ancora sveglio e un amico che per colazione accetta di viaggiare con te fino all’acqua, una Corona col limone e un lattementa quanto fa? Io vorrei anche una brioche. E poi teli e sole e una ragazza che ride perché no, neppure lei ha capito come funzionano queste docce assurde, e Bukowski che mi guarda il cazzo mentre piscio e amache pigre e griglia con sopra carne che gocciola sovrana la sua vita che affoga nel vino, rosso e intenso col sapore del tabacco bruciato delle Lucky Strike.

Essì, mi ci voleva proprio.

28
Ago
09

Prima di cena, con parsimonia.

Crisalide

A CHE ORE HAI INIZIATO IL TEST: 18.08

SONO: Quieto.

VOGLIO: Cinque cose. In un ordine preciso.

SENTO: Ogni cosa.

CERCO: No grazie, ho già trovato fin troppo.

PENSO SPESSO: A cose molto belle, a cose molto brutte.

MI SENTO MALE: Più che altro mi vergogno, di aver creduto in alcune parole.

BALLO: È un po’ che non mi capita, provvederò.

CANTO: Spesso, a volte persino su un palco. A proposito Valeria, quel video?

PIANGO: Ho smesso.

DOVREI: Imparare qualche nuova ricetta.

SI O NO? : È lo stesso.

TI PIACE CUCINARE: Spesso.

HAI UN SEGRETO CHE NON CONOSCE NESSUNO: Uno solo?

TI MANGI LE UNGHIE: Magari. Se non ricordo di tagliarle divento l’uomo lupo.

CREDI NELL’AMORE: È un bisogno come tanti altri. Più bastardo forse, e ci si gioca su un po’ troppo.

CHI E’?: Me stesso, quando non voglio uccidere nessuno.

LA PERSONA PIU’ STRANA CHE CONOSCI: Oddio, strano per me è un apprezzamento raro. Frank direi.

LA PERSONA A CUI SEI PIU’ AFFEZIONATO: Klara e Cristina direi, dopo i miei gatti.

LA PERSONA PIU’ LONTANA: Quella più vicina.

LA PERSONA PIU’ LENTA: Non frequento persone lente.

LA PERSONA PIU’ INCASINATA CHE CONOSCI: Siamo tutti incasinati, la gran parte preferisce fingere di non esserlo.

LA PERSONA PIU’ SEXY CHE CONOSCI: Nausicaa.

L’INSEGNANTE PIU NOIOSO CHE HAI AVUTO: Quelli noiosi li ho rimossi.

LA PERSONA PIU’ ROMPIPALLE: Qualche mia ex.

LA PERSONA PIU’ STRONZA CHE CONOSCI: Giuseppe.

LA PERSONA DI CUI SEI INNAMORATO: Non credo esista.

LA PERSONA CHE ODI: Io non faccio discriminazioni, se odio, odio il genere umano nel suo insieme.

LA PERSONA CHE VORRESTI ESSERE: Me stesso.

LA PERSONA CHE INVIDI: Nessuno (hai del tabacco?)

LA PERSONA DI CUI SEI GELOSO: Ancora, non credo esista.

NUMERO: Qualsiasi.

COLORE: Indaco.

COLORE PER L’INTIMO: Nero e rosso.

GIORNATA: Fredda e soleggiata.

CIBO: Sì, ne faccio uso, con parsimonia.

BEVANDA PREFERITA: Jack Daniels. Un vecchio amore tornato alla ribalta.

STAGIONE: Autunno

SPORT: Una finzione per scaricare l’aggressività. Mi fa pietà chi se ne pasce.

VANILLA O CIOCCOLATO? Melone.

[NELLE ULTIME 24 ORE…]

HAI PIANTO?: No.

HAI AIUTATO QUALCUNO?: No.

HAI COMPRATO QUALCOSA?: No.

TI SEI AMMALATO?: No.

SEI ANDATO AL CINEMA?: No.

SEI ANDATO AL RISTORANTE?: Si.

HAI PARLATO CON UNA/UN EX?: No.

HAI SCRITTO QUALCOSA? : Stranamente no.

TI E’ MANCATO QUALCUNO?: Si.

TI E’ MANCATO QUALCOSA?: No.

HAI ABBRACCIATO QUALCUNO?: No.

HAI LITIGATO CON I TUOI GENITORI?: No.

HAI LITIGATO CON UN AMICO/A?: No.

[DOMANDE A BUFFO]

HAI MAI AVUTO UN INCIDENTE?: Si. Mi piacciono gli incidenti, li trovo divertenti.

HAI MAI AVUTO UNA FRATTURA?: Oddio frattura mi pare di no, qualche incrinatura qui e là.

DOCCIA O BAGNO? Doccia.

ODI?: Solo quando mi annoio molto.

AMI? : Volente o nolente.

COSA CAMBIERESTI DI TE? Vado bene così.

DI COSA HAI PAURA? Di vivere così a lungo da affezionarmi alla vita.

LA PRIMA COSA CHE PENSI APPENA TI SVEGLI?: È tempo di muoversi.

FILM PREFERITO?: Ultimamente ho rivalutato Dawn of the dead in versione 2004, ma la lista è lunghilllllima.

COSA C’E’ APPESO AL MURO DELLA TUA CAMERA?: Un paio di miei quadri: “La strega dell’est” e “Crisalide”.

Crisalide

DOVE TI PIACEREBBE ANDARE?: Su Marte, a osservare le stelle.

DI CHI VORRESTI LEGGERE IL TEST?: Di nessuno.

PROFUMO PREFERITO? Opium o Sandalo, per gli incensi. Non faccio uso di profumi sulla mia pelle.

FIORE PREFERITO?: Rosa nera.

COME TI VEDI NEL FUTURO? Identico ad ora.

SOPRANNOMI?: Soprache? I nomi sono identità. Tutti i miei nomi lo sono: Stefano Re, Seth Krn3ll, Skorpio.

HAI VOGLIA DI MARE?: A volte sì. Ma non mi fido.

PAURA DELLA MORTE? No. Ma lei ha paura di me a quanto pare.

A CHE ORA VAI A LETTO DI SOLITO? Quando capita.

TI VORRESTI SPOSARE?: Eh, ho carezzato anche questa scemenza per un po’. Chissà, potrei anche esser recidivo.

TI SEI MAI TATUATO?: Niente di visibile ad occhio nudo.

PIERCING?: Ma figurati.

TI PIACCIONO LE TEMPESTE?: Più sono violente più mi piacciono.

A CHE ORE HAI FINITO IL TEST? 18.42

14
Ago
09

Incubi


Olio su masonite,50×70 cm

14
Ago
09

Traffic

Pluridecorato, si merita tutti gli oscar che si è accaparrato. Anzitutto per la stupenda fotografia, che in un richiamo documentaristico ritrae una Tijuana bruciata dal sole e dalla crudezza delle relazioni in netto contrasto con una patinata, tecnologica e “evoluta” società americana. Tre storie e due società a confronto, in uno spareggio impietoso e cinicamente realista: da un lato Robert Wakefield, interpretato da Michael Douglas, alto giudice con l’incarico speciale di affrontare e risolvere il problema droga conferitogli direttamente dal Presidente degli Stati Uniti, dall’altro il poliziotto messicano Javier Rodriguez, un Benicio Del Toro al suo meglio. Entrambi motivati sia a livello personale che ideale in una lotta senza quartiere contro il narcotraffico, scontrandosi l’uno con una nebulosa di proclami e inettitudine burocratica e l’altro con brutalità e corruzione. Terza storia parallela quella della moglie di un narcotrafficante americano, dallo shock della scoperta alla spiazzante reazione, e dei poliziotti che indagano su di lei. Le storie si intrecciano in sitle telenovelas, mostrando spaccati essenziali e non privi di brutalità. Tutto è realistico, affascinante, spaventoso, estremo e quotidiano al tempo stesso: la schizofrenia un po’ ipcorcita della nostra realtà è messa a nudo con cinismo magistrale. Oltre alla sorpresa di un inedito Tomas Milian pelato nei panni di un Generale Salazar che sembra uscito da Apocalypse Now, è bello ritrovare Michael Douglas in un ruolo decente dopo una serie di boiate che facevano rimpiangere i telefilm “Sulle strade di San Francisco”. Forse poco verosimile la sua incursione disperata sulle strade, ma siamo comunque anni luce da patetici personaggi da operetta come in Basic Istinct. Benicio Del Toro si merita l’Oscar appieno:realistico, amaro, idealista, coraggioso, spaventato e disperato come un personaggio di Ellroy.

SCHEDA
Traffic
regia di Steven Soderbergh, anno 2000.
Personaggi e interpreti:
Michael Douglas – Judge Robert “Bob” Hudson Wakefield
Benicio Del Toro – Officer Javier Rodriguez Rodriguez
Tomas Milian – General Arturo Salazar
Alec Roberts – David Ayala
Catherine Zeta-Jones – Helena Ayala

Traffic su IMDB [ing]

12
Ago
09

Nuvole di Drago

C’era un monaco nel deserto, che sognava il sapore delle nuvole di drago. Sai quegli antipasti assurdi che servono sempre nei ristoranti cinesi? Quelli che sembrano polistirolo pucciato nella frittura di polpa di granchio. Fanno un po’ schifo in genere, ma quel monaco non poteva toglierseli dalla mente. Guardava le dune, la sabbia vuota e infinita che aveva appreso rappresentare la sua anima in cerca, e pensava con dolce struggimento alle nuvole di drago.
Non che non si rendesse conto che avrebbe dovuto riempirsi il cuore di pensieri più evoluti, come ad esempio cercare dio e il suo volere nelle foglie delle palme dell’oasi in cui viveva, o nel volo lontano degli stormi di uccelli migratori che ogni stagione vedeva passare, lassù, nel cielo sgombro di ogni nube e infuocato dal sole. Eppure, la sua mente dispettosa tornava sempre alle nuvole di drago.

Guardava la sabbia vuota, che però non era più vuota. C’era un puntino, lontano tra le dune, che avanzava lentamente. Il monaco lo osservò pensieroso, poi tornò ad occuparsi delle faccende giornaliere. Sopravvivere in un’oasi è un lavoro a tempo pieno. Quando il mattino fu trascorso e il pomeriggio arrivò a bruciare tutto, il puntino aveva gambe e braccia e continuava ad avanzare. Il monaco preparò un giaciglio nella capanna, perché l’ospitalità è la prima regola che seguiva. Non capitava spesso di poter accogliere qualcuno, e i segni del divino volere non vanno mai accolti a mani vuote.

L’uomo giunse all’oasi a tarda sera. Il freddo del deserto stava già calando e il monaco avvolse una coperta sulle spalle del suo ospite e gli offrì datteri e frutta. Alla luce della luna guardò i suoi occhi e vide che erano pieni di storia e di febbre. L’ospite osserva a il deserto come si guarda un nemico, il deserto non gli restituiva alcuna attenzione. Non parlarono, perché non ve ne era bisogno alcuno, e quando furono stanchi della notte si coricarono nella capanna.

Ma il sonno tardava e il monaco decise di uscire a respirare l’odore della notte. Mentre osservava il niente che non aveva confini nel nero che ricopriva il cielo e la terra, sentì il desiderio impellente e furioso delle nuvole di drago. Aveva mani forti, il monaco, abituate a spezzare rami e costruire con la pietra. Così rientrò silenziosamente nella capanna e strangolò il suo ospite.
Poi, preparò il fuoco.

Il giorno seguente, negli occhi del monaco c’era molta più storia. Nella sua bocca, un vago sapore di nuvole di drago.
Coscienzioso, rassettò i giacigli e si dedicò alle sue incombenze quotidiane.

Stefano Re © 2007




Stefano Re

Questo Blog raccoglie racconti, riflessioni, illazioni, delazioni e deliri di Stefano Re.

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