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BDSM, a domanda rispondo

– il bdsm è un gioco di potere?

Che cosa non lo è? Ho definito spesso  il BDSM come “la realtà nuda dei rapporti umani”. In ogni relazione, professionale o personale che sia, tutti quanti viviamo dei “giochi di potere”. Ai genitori si “obbedisce” o di “disobbedisce”; a scuola c’è chi sta in cattedra e chi sta al banco; il capoufficio dopotutto “comanda” ai suoi dipendenti, non meno di quanto “comandino” e “obbediscano” tutti nelle relazioni di amicizia e di amore. Il ciclo fantozziano è stato coraggioso in merito: non a caso Paolo Villaggio è stato accusato (che bello usare a proposito questa parola una volta tanto) di “masochismo” per i ruoli che ha interpretato. In ogni rapporto umano vi sono ruoli di comando e di sottomissione, semplicemente noi li ricopriamo di motivazioni accessorie: ci sottomettiamo per poter ricevere uno stipendio oppure per evitare un litigio, per ottenere un aumento o per fare carriera, perché abbiamo paura o semplicemente perché è funzionale. Nel BDSM, catarticamente, ci sottomettiamo oppure comandiamo per il puro e semplice piacere di farlo, senza scuse accessorie in mezzo. Ed ecco che ogni situazione, ogni vissuto quotidiano di dominio o umiliazione diventano fonti di piacere. Molti si stupirebbero di scoprire quanta eccitazione erotica viene vissuta da chi sceglie di subire o imporre al partner, in un clima di consenso erotico, le stesse identiche situazioni umilianti che nella vita quotidiana troviamo così insopportabili. Il BDSM è la nudità dei rapporti umani: la celebrazione delle nostre contraddizioni, e dunque il loro scioglimento.

– chi lo sceglie e perchè?

Lo sceglie chi ha la fortuna o la sfortuna di superare certe inibizioni. Lo sceglie chi trova un partner o una situazione che lo faccia scivolare dentro i propri desideri. Lo sceglie chi ha il coraggio di esplorarsi e di comunicare su ciò che scopre. Un aspetto assai poco noto del BDSM è la profondità di comunicazione che implica: le situazioni cieche, in cui chi pratica “sadomaso” viene rappresentato come uno squilibrato che cerca emozioni parossistiche per coprire una angoscia profonda sono altrettante mistificazioni del BDSM. Il BDSM è comunicazione, profonda e intima, con se stessi e con il partner. Senza di essa, diventa sterile ritualità, amplificazione dei fantasmi e in definitiva, perversione. Ma ovviamente i media sono assai più interessati a questi aspetti che al BDSM sano: i freak che vengono invitati a fare audience con le loro misere mascherine in latex a coprire il volto fanno il paio con i serial killer che torturano a morte le loro vittime: vendono un prodotto avariato, con buona pace del BDSM.

– c’è un profilo tipo?

Assolutamente no. Il BDSM è praticato da ricchi e poveri, persone di altissimo livello culturale e gente di assoluta semplicità. Se si osservano i bambini mentre giocano tra loro, si troveranno decine e decine di situazioni esplicitamente BDSM in ciò che recitano. Il piacere di dominare ed essere dominati è un appetito primitivo, archetipo e profondamente umano. La capacità di viverne i piaceri in modo adulto ed equilibrato, di imparare a comunicare su di essi e apprezzarne i significati evolutivi, ovviamente, resta una scelta di pochi.

– differenze tra Italia e resto d’Europa-mondo

Ogni società gestisce in modo proprio questi vissuti, sia nel modo in cui forma la psicologia degli individui sia nel modo in cui diffonde e rappresenta il BDSM a livello sociale. In Germania, in Francia e in Austria ad esempio il BDSM è molto diffuso, ed è strettamente legato al sesso nelle sue forme espressive. In Olanda vi sono molti club più o meno commerciali che ne diffondono le pratiche. In Inghilterra è molto più legato al fetish, al glamour o alla dominazione pura e semplice. Negli Stati Uniti e in Australia si è sviluppata tutta una cultura BDSM che approfondisce moltissimo gli aspetti tecnici delle pratiche, il modo di viverli limitando al massimo i rischi: una sorta di accademia del BDSM legata molto agli aspetti pratici. In molti paesi dell’est europeo il BDSM è quasi totalmente appannaggio del mondo della prostituzione o del prodomming, insomma un fatto commerciale. In Giappone è un vulcano in piena eruzione, tanto nei suoi aspetti più commerciali e consumistici quanto nel suo significato sociale. Meno si sa della Cina o dell’India e ancor meno dei paesi in via di sviluppo come stati dell’Africa o del Sudamerica, ma moltissimi sono i cittadini di questi paesi che partecipano alle numerose e variegate comunità online che trattano dell’argomento. In Italia si registra un interesse molto diffuso e una grande varietà di approcci, da quello più direttamente ludico-godereccio a ricerche estetiche e persino culturali o artistiche.

Ma queste sono ovviamente generalizzazioni: in ogni paese vi sono e sempre vi saranno persone di ogni età che, nel segreto della loro vita di coppia, esplorano vissuti BDSM con tanta o poca consapevolezza, con tanta o poca soddisfazione.

– numeri: esistono studi e statistiche sul tema?

Il problema coi numeri riguardo al BDSM è legato al modo in cui esso viene percepito. Molti ad esempio non considerano BDSM farsi legare al letto, o bendare il partner, mentre lo è a tutti gli effetti: il bondage è una delle quattro aree del BDSM.

A partire dal rapporto Kinsey il BDSM ha iniziato ad emergere come vissuto sociale uscendo dalla gabbia delle patologie, e moltissimi studi successivi hanno mostrato una forte presenza di desideri e vissuti BDSM nella vita sessuale di persone in tutto il mondo. Ritorna con una certa insistenza la stima di un 35% di individui che mostrino queste esplicite tendenze, e ad alcuni sembra una percentuale ridicolmente elevata come ad altri ridicolmente bassa. Certo è che vi sono approcci molto differenti a queste fantasie erotiche e ai correlati vissuti, come vi sono modi assai differenti nel catalogarle e rappresentarle. Per questo non credo sia possibile citare stime statistiche degne di credito.

– a chi lo consiglieresti e a chi no

Lo consiglierei a chiunque abbia un minimo di coraggio verso se stesso, e naturalmente abbia voglia di vivere questi desideri. Non lo consiglierei a chiunque non sappia comunicare con gli altri, a chi non sappia guardarsi allo specchio e ridere di se stesso. Non lo consiglierei a chi non sa rispettare le altre persone: il BDSM è sano e innocuo all’interno di una consapevolezza, di un equilibrio interiore e di una scelta di fiducia. Fare BDSM senza queste premesse è come fare sesso senza affetto, amore né comunicazione: può essere semplicemente squallido, o diventare qualcosa di pericoloso, per sé e per gli altri.

intervista di Monica Maggi per Linus – 2008


2 Responses to “BDSM, a domanda rispondo”


  1. 1 JedriK
    30 agosto 2009 alle 17:22

    Ho provato invidia leggendo questo tuo articolo/intervista.
    Il motivo è che sintetizzi molto bene molto di quello che io so del BDSM e che vivo nella mia vita di modestissimo particante.

    Sono daccordo al 99% con te. Il percento restante è dovuto al solo fatto che avrei voluto essere io a dare una intervista/descrizione del BDSM cosi buona.

    Quindi ascola un vecchio cazzaro: sono contento che ci sei, e che ancora spari le tue parole in giro, vecchio Skopio. 🙂

    JedriK

  2. 31 agosto 2009 alle 12:34

    Questo articolo è perfetto…
    Grazie 🙂


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Stefano Re

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