Archivio per novembre 2012

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Nov
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Pensieri Sbagliati

Pensieri Sbagliati

Hai presente il piacere che monta e che sale e ti accorgi che il ritmo è lo stesso per lei. E simbiosi e condivisione e che bello sentirla che geme pregusti il momento che sarà tuo e suo.

Pensieri sbagliati s’infilano, come a dire perfetto, è troppo perfetto è PER QUESTO che vale la pena lordarlo. Hai presente le macchine nuove e brillanti e l’idea di coprirle di melma? O la mano perfetta e la voglia di giocartela male? Lasciare quei piatti sporchi di cibo nel lavandino, tracciare orme di fango sui pavimenti brillanti e ballare la polka in una cristalleria.
Quando sai che un giocattolo è tuo?
Finché ci giochi potrebbero avertelo prestato. Finché ne hai cura potrebbe essere di chiunque. Un giocattolo è tuo quando hai pieno diritto di romperlo. E c’è solo un modo di dimostrare questo diritto.

Un colpo di reni, violento e improvviso, per rompere un ritmo perfetto. Lei geme e mi guarda come a dire perché.
Non so se ce la faccio… – sussurro, e non è affatto vero.
Lei geme, mi sbircia socchiusa. È paura o è piacere che leggo? Un colpo e due colpi e tre colpi veloci poi sfuggo, rientro, mi fermo in attesa e la sento vibrare e bollire attorno al mio sesso.
Non so se riesco ad attendere finché non vieni… – sussurro, e sto mentendo.
Un colpo veloce, due colpi, si inarca e il piacere risale. Mi fermo, sentendo che vibra e che chiede che implora che prega per un altro mezzo minuto. Immobile, osservo il suo fuoco. Pregami, dài. Come una bandiera sul palo si gira e si sfrega nel vento ma resta a garrire nel cielo – come una farfalla che sbatte le ali inchiodata e già pronta da esporre.
No.. decisamente non credo che ci riuscirò – sussurro, e sorrido perché capisca che sto mentendo.
Mi spingo di nuovo dentro di lei, a fondo, brutalmente, e lei è tutto cedere e sciogliersi. Ancora un colpo, la sento vibrare e inarcarsi, le sfuggo sentendo il piacere che sale violento – mi tolgo dal nido che brucia e che sembra urlare – in un attimo sono sulla sua faccia stupita e davanti ai suoi occhi sgranati mi tocco ridendo. E la spruzzo. E godo. E rido. Apre la bocca, ma le prendo gli occhi che vorrebbe tenere aperti e non può più.
Marchiata di sperma bollente che geme e sta vibrando ad un passo dal piacere, si agita sotto di me e la mia mano si muove da sola e le sfrego lo sperma sulla bocca, caldo e vischioso sulle gote, sugli occhi, sul naso. Lei cerca di leccare, accecata di sperma la sua lingua si muove in cerca di sollievo e di scatto le mollo un ceffone.
Gratuito. Perfido. Forte, e uno solo.
Sorpresa, spaventata, spalanca gli occhi pieni di sperma e mi guarda sorridere con cattiveria. La mia mano indipendente corre tra le sue gambe. Pulsa, rovente. Geme, e il suo gemito è un universo intero.

Oh bruciante sorpresa
Oh divinità ingiuste e crudeli
Oh maschio bastardo
Oh luna muta e remota
Oh ferocia di piacere mancato

Sulla mano si raffredda, appiccicoso, il mio sperma. La porto alle sue labbra, le apre spaventata, ubbidiente, bruciante. Non c’è alcun bisogno di dirlo ma lo dico:
Lecca, troia.
E lei lecca
Lecca, cagna.
Mi è venuto duro di nuovo, penso che la frusterò.

© Stefano Re 2005

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Stefano Re

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