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Mag
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Decidere il mondo

1984 Four Fingers

La matematica necessita di un essere umano per venir utilizzata. Nel suo utilizzo avviene una scelta, una descrizione. Dopo ogni elezione, tutti enunciano statistiche. Per ciascuno significano qualcosa di diverso. Per ciascuno c’è un numero che dice qualcosa. Ma i numeri, non dicono proprio niente: siamo noi a dire cose, leggendoli e ripetendoli.
Per chi crede nel riscaldamento globale, il mare sta svaporando a velocità tremenda e la colpa è dell’uomo. Per chi non ci crede, sta svaporando costantemente da circa settemila anni e l’uomo non c’entra un fico secco. Stessa cosa coi ghiacciai: la Peninsula dell’Antartide si sta sciogliendo, i grandi ghiacciai millenari nei continenti stanno recedendo: è una prova per alcuni. Per altri, l’intero Antartide tranne la Peninsula, che ne è solo il 10% e assieme ai grandi ghiacciai nei continenti arriva al 20% circa del ghiaccio totale sul pianeta, si sta raffreddando da diversi decenni e aumenta la sua massa, ed è la prova del contrario. Per altri ancora, questi due fenomeni sono connessi, ma ancora c’è chi sostiene che significhino che siamo avviati ad un’era glaciale, chi sostiene che sia un effetto collaterale di bilanciamento dell’effetto serra e chi sostiene che siano cicli propri del pianeta e che non c’è un bel niente in arrivo.
Il parente di un carabiniere ucciso conta i morti di Nassiriya, anche un terrorista di alquaeda li conta. È lo stesso conto, sono conti diversi.
Per questo dico che non c’è nessuna verità nella scienza. La scienza non descrive il mondo, lo constata.

Ma si può andare oltre: O’Brien lo spiega in modo assai lucido: le dita alzate di una mano possono essere quattro, ma anche tre, o cinque, a seconda di cosa vogliamo vedere. A seconda di che cosa l’identità che scegliamo ci permette di vedere. La scienza ha il presupposto di poter descrivere il mondo quale è *davvero*, aldilà dei nostri schemi interpretativi, ma di fatto anch’essa FA PARTE dei nostri schemi interpretativi e altrimenti non potrebbe essere, perché siamo NOI a farne uso. Se poi ci sia davvero, una realtà *vera* e univoca, da qualche parte, non ha un bel niente a che fare con noi, perché ciascuno di noi, individualmente o collettivamente, può sempre e soltanto vivere e conoscere la realtà che disegna con gli strumenti che ha a disposizione, declinati alle proprie esigenze identitarie.
Il mondo, è quel che decidi.


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Stefano Re

Questo Blog raccoglie racconti, riflessioni, illazioni, delazioni e deliri di Stefano Re.

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