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Set
09

shining

Raramente un film eguaglia la capacità evocativa e il fascino del libro da cui il soggetto è tratto, ma quando il regista è uno Stanley Kubrick al suo meglio e nel cast figura un calibro come Jack Nicholson, il miracolo si può compiere – ed è esattamente ciò che è avvenuto con questo stupendo film dell’orrore.

Jack Torrance, aspirante scrittore attualmente disoccupato, accetta quello che pare un ottimo lavoro stagionale: fare il custode dell’hotel Overlook durante la chiusura invernale. Un lavoro relativamente semplice, che consta nel mantenere attivi i sistemi vitali dell’albergo per evitare che vengano danneggiati dal gelo durante il lungo e rigido inverno sulle montagne. Ciò che rende quel lavoro poco appetibile è il senso di forte isolamento che si può provare passando mesi in un simile eremo – uno stress che ha portato il custode precedente a massacrare la sua famiglia e suicidarsi. Per nulla spaventato da questo precedente, anzi fidando sull’isolamento e la tranquillità per scrivere un romanzo, Jack condurrà sua moglie Wendy e suo figlio Danny nell’hotel e in loro compagnia affronterà l’inverno. Ma fin dal principio inquietanti segnali recepiti anzitutto dal giovanissimo e sensitivo (dotato dello “shining”) Danny, mostreranno in un crescendo di tensione il vero volto dell’albergo e dei suoi abitatori.

Se Qualcuno volò sul nido del cuculo ha lanciato Jack Nicholson è stato Shining a mostrarne la più caratteristica e intensa delle interpretazioni. Kubrick porta letteralmente a spasso lo spettatore lungo i corridoi dell’hotel, premessa all’ingresso nei labirinti che lo attendono nel giardino e nella mente, in una passeggiata tutt’altro che rilassante. Questo film è forse unico nel suo genere, poiché mai, né prima né in seguito, l’horror ha raggiunto livelli tanto elevati di qualità nella regia, nella recitazione e nelle atmosfere. Benché il sangue scorra letteralmente a fiumi, non è – come in fin troppi film dell’orrore – un escamotage per nascondere buchi narrativi o carenze del soggetto né tantomeno per mascherare assenza di spessore o di intensità dei personaggi. Al contrario, qui il sangue celebra recitazioni di altissimo livello, su un soggetto che starebbe in piedi anche senza una goccia rossa e su dialoghi che insinuano lentamente ma inesorabilmente lo spettatore lungo il percorso di una follia incalzante.

Capace di tenere inchiodato alla sedia e dare i brividi anche allo spettatore più smaliziato, Shining supera regolarmente il confronto con ogni altro film dell’orrore anche a trent’anni dalla sua uscita sul grande schermo.

SCHEDA
Shining
regia di Stanley Kubrick, anno 1980.
Personaggi e interpreti:
Jack Nicholson – Jack Torrance
Shelley Duvall – Wendy Torrance
Danny Lloyd – Danny Torrance
Scatman Crothers – Dick Hallorann


2 Responses to “shining”


  1. 1 sebastianosacco
    9 novembre 2010 alle 12:00

    Uno dei capolavori del maestro Stanley Kubrick. La rivoluzione di un genere.

  2. 22 luglio 2016 alle 10:56

    Girano in rete dei video che parlano di un complotto di Kubrik riguardo la montatura dell’Allunaggio, e pare proprio che genialmente lui abbia lasciato tutti gli indizi di ciò in “Shining”. Insomma: fare i conti con la propria coscienza e maestralmente pigliar tutti per il culo, ricavandone un horror. Only the Genie. Capolavoro!


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Stefano Re

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