
C’è questa vecchia storiella del monaco zen che va a sedersi sulla cima di una montagna e rimane lì immobile a meditare per cinque anni e poi arriva un altro monaco e si siede accanto e dopo un mese si gratta il naso e passano altri due mesi e poi si gratta il naso di nuovo e allora dopo venti giorni il primo gli dice “se sei venuto qui a fare casino puoi anche andartene”. È che mi viene in mente, questa storiella, ogni volta che rifletto sulla possibilità di filarmela, trovarmi una montagna isolata e farne casa casina. Ogni volta che lo dico, qualcuno mi replica hey vengo anche io. Ma che cazzo, allora tanto vale restare qua, no? È sintomatico come il mondo sia così pieno di cose interessanti che oltre un certo margine iniziano a diventare completamente superflue.
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